Io non capisco. Se per un qualsiasi motivo, che sia un bollo, o anche il rinnovo della patente, se ritardo anche di 20 secondi, l’ufficio mi risponde picche. Nessuna possibilità di far nulla. Nessun urlo, nessuna minaccia, nessun pianto può far cambiare idea al funzionario di turno. Ho ritardato a portare una richiesta, un modulo, un permesso? Fatti miei. La documentazione è incompleta? Manca una firma, un timbro, qualcosa? Idem. Come si chiama questo? Rispetto dei regolamenti. Chi sbaglia, paga. Ci sono delle norme scritte che vanno rispettate.
Poi ci sono i furbi, che per coprire le proprie negligenze cercano di montare un problema inesistente, alzando un polverone per nascondere le proprie responsabilità, innanzitutto davanti alle persone alle quali devono rendere conto del proprio lavoro. Come non pensare al casino elezioni?
Lazio: La lista del PDL è stata esclusa perchè presentata in ritardo. L’autore del pasticcio, tale Alfredo Milioni, è arrivato alle 11.25 per consegnare le liste. Poi è uscito, ancora non si capisce perchè. Dice che doveva mangiare un panino. Boh. Torna e trova due esponenti avversi, un radicale ed un socialista, che protestano perchè la scadenza per presentare le liste è passata già da decine di minuti. Casini, spintoni, gente che urla e si sdraia per terra, i carabinieri stanno a guardare, fino all’uscita del giudice che manda tutti a casa e non accetta la lista Pdl, perchè presentata oltre il tempo massimo. Passi la mancanza del lucido con il logo, passi il pasticcio, chi è il colpevole. La burocrazia o il Milioni, ex autista dell’Atac, sindaco del XIX municipio, politico per caso? Se portassi in ritardo un bollo per il rinnovo della licenza e questa saltasse, la colpa sarebbe mia o della legge?
Lombardia: Manca una firma, ed il listino bloccato di Formigoni viene escluso. Accuse, urla, grida. Bossi dice che si tratta di una manica di incompetenti. La Russa dice che la Lega ha portato 30 firme autenticate. L’errore? Oltre alla firma, ci sono 514 firme non valide, che portano il massimo delle firme a meno delle 3.500 necessarie per presentare la lista. Però ne hanno altre nella sede del Pdl di Viale Monza ma non sono state portate perchè non erano ritenute necessarie. Ed il responsabile Stefano Maullu, la sera prima, ha bellamente detto che aveva “altro da fare” che pensare alle liste.
Summa: Non vogliono farti votare. Vulnus per la democrazia. Ci creerebbe un problema di rappresentanza. Ma la colpa di chi è? Di chi non è capace di fare bene il proprio mestiere.
“Una manica di coglioni incapace di lavorare perchè non ha mai lavorato davvero”. Silvio Berlusconi. Virgolettato comparso sulla Stampa di ieri. Vogliamo dargli torto?
“Ai tempi nostri le liste non le portava uno qualsiasi, ma o il segretario provinciale o il vicesindaco. E’ un lavoro serio, importante, fondamentale. Si arrivava all’alba all’ufficio elettorale, e se si aveva fame, si aspettava”. Paris dell’Unto. Numero 2 di Rino Formica nel Psi romano dei tempi d’oro. (Corriere).
“Mi ricordo quando coi camerati la notte prima della consegna delle liste dormivamo in strada davanti alla porta ed alle sei eravamo in fila. E’ un senso di responsabilità di fronte agli elettori”. Claudio Velardi, ex Msi. (Stampa).
Quando sento frasi come “faremo tutto per farti votare” o si sentono minacce come “se ci impediscono di votare alle regionali saremo pronti a tutto” (il Ministro della Difesa Ignazio La Russa -da La Repubblica-, non solo paleofascista ma per di più Ministro, quindi con un senso di responsabilità maggiore, e quindi irrispettoso per la Legge stessa che rappresenta), dimostra che pur di non accettare i propri errori provano a spararla alta. Ma sentivo da colleghi che ieri in Piazza Farnese a sentire i deliri della Polverini saranno stati in 4o, un fotografo dell’Espresso ha pure messo su internet la foto, Berlusconi ha deciso di non metterci la faccia, di non fare leggine e di allontanarsi da una banda di incapaci, minacciando teste rotolanti per dopo le elezioni.
Ma la domanda è: se una classe dirigente è incapace di presentare una lista, una delle cose principali della res politica, come si può pretendere che siano in grado di governare? Se questi non vogliono rispettare le norme necessarie per una serena consultazione elettorale, dove vogliono andare? Se anzichè ammettere i propri errori parlano di vulnus per la democrazia?
Se un presidente del Senato come Schifani dice che bisogna gartantire l’esercizio democratico quando non è a rischio l’elezione? Chi risponde a Schifani dicendo che le elezioni sono garantite, e che l’errore è tutto del Pdl?
Perchè ogni persona che sbaglia a seguire la burocrazia paga per i suoi errori, concorsi saltati, domande d’alloggio rifiutate, anche per un semplice timbro, questo non deve accadere per dei politici incapaci?
Come dissero a Milano negli ambienti Pdl due giorni fa: “Non si tratta di toghe rosse, ma di teste di cazzo”.
Amen.
Autoradio: Enzo Jannacci & Giorgio Gaber – La strana famiglia







